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Itinerario weekend a Bucarest: storia, castelli e sapori

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11–17 minuti

La Romania non è solo castelli avvolti nelle leggende di Halloween: è un angolo d’Europa che, in autunno, sembra vestirsi di una magia tutta sua. Quando abbiamo visto al cinema il nuovo film Dracula, non ci abbiamo pensato troppo. Complici quelle vibes ottobrine che ti fanno venire voglia di brume, foglie ramate e storie gotiche, abbiamo aperto Google Voli, trovato un biglietto super low cost da VCE Treviso con Ryanair e fatta, biglietti presi.

Nel giro di pochi giorni eravamo già su quell’aereo diretto verso un weekend improvvisato, con la sensazione di andare incontro a un racconto antico, pronto a svelarsi a ogni curva di strada.

I nostri 3 giorni a bucarest e in romania

Venerdì sera

Siamo partiti in un tranquillo venerdì pomeriggio, uno di quelli in cui senti già l’aria del weekend. Il volo è rapidissimo: in poco più di due ore da Treviso si atterra a Bucarest, giusto il tempo di guardare fuori dal finestrino e lasciarsi incuriosire dalle prime distese rumene.

Una volta toccato terra, seguiamo le indicazioni che portano ai bus per il centro città. Il percorso è semplice: si scende al piano interrato, si trova la biglietteria e in un attimo abbiamo in mano i nostri ticket per il bus n. 100, che costa 3 LEU a persona, neanche 60 centesimi.

Il tragitto verso il centro dura circa cinquanta minuti, tempo sufficiente per osservare le prime luci di Bucarest avvicinarsi dal finestrino. Ah, dettaglio importante: se viaggiate in due, ricordate di premere il tasto “+” prima di convalidare il biglietto, altrimenti non risulterà valido per entrambi. È uno di quei gesti minuscoli che ti salvano da un controllo a sorpresa.

Per questo weekend abbiamo scelto una guest house in zona Università, prenotata su Booking.com 35€ a notte per due persone, un prezzo che sembrava davvero invitante. La posizione era comoda, è vero, ma con un po’ di onestà dobbiamo ammettere che non ci sentiamo di consigliarla.

Forse siamo stati semplicemente sfortunati con la stanza assegnata, in quanto c’erano ottime recensioni, ma la sensazione è stata quella di un alloggio che, almeno per noi, non offriva il miglior rapporto qualità-prezzo. E in una città accessibile come Bucarest, le alternative migliori non mancano di certo.

Se vuoi dare un’occhiata alle opzioni disponibili, qui trovi la pagina generale di Booking per Bucarest Booking.com – Alloggi a Bucarest

In ogni caso ci adattiamo per le due notti e lasciamo giù le nostre cose nella stanza, pronti per andare a cena.

Per la nostra prima cena in città scegliamo il famosissimo Caru’ cu Bere (puoi dare un’occhiata al locale sulla pagina ufficiale carucubere.ro), una tappa iconica che profuma di tradizione e che sa regalare quell’atmosfera calda e vivace che ti fa subito sentire nel cuore della Romania. Se cerchi piatti tipici, ottima birra e spettacoli di canti e balli dal vivo, questo è il posto giusto.

Un consiglio preziosissimo? Prenota almeno 24 ore prima. Davvero, non è un’esagerazione: noi, arrivati senza prenotazione nel weekend, abbiamo atteso due ore, tra attesa, spettacolo e cena, sono diventate quasi tre. Fa parte dell’esperienza, certo, ma se puoi evitarlo, fallo.

I prezzi sono turistici, circa 100 LEU (20€) a persona se ordini anche delle birre, ma l’atmosfera, la musica e i sapori rendono il tutto più leggero. E la birra, diciamolo, aiuta a far volare il tempo mentre si osservano i ballerini che raccontano storie antiche attraverso movimenti rapidi e vestiti tradizionali.

Noi abbiamo assaggiato la Ciorbă, una zuppa di fagioli con pancetta affumicata servita nel pane, e i mici, le celebri salsicce romene: speziate, succose, deliziose. Esattamente quei sapori intensi che cercavamo.

Dopo cena ci siamo lasciati guidare dalle luci della zona di Lipscani, il cuore pulsante del centro storico. Qui la vita notturna è vivace, rumorosa, piena di locali e tavolini all’aperto. Noi, però, abbiamo preferito una passeggiata tranquilla, fermandoci ad ammirare il Palatul Casei de Depuneri si Consemnatiuni. Con le luci serali che accarezzano la sua facciata monumentale, sembra quasi un palazzo uscito da un racconto in stile Belle Époque: elegante, imponente, irresistibilmente fotogenico.

Per rientrare abbiamo scelto un Bolt, decisamente più conveniente rispetto a Uber e perfetto quando la stanchezza inizia a farsi sentire. Le app di car sharing, invece, si sono rivelate un po’ costose: parliamo di 20–25 LEU (4–5€) anche solo per pochi minuti di tragitto. Ma quella sera non avevamo davvero le energie per metterci a confrontare opzioni o percorrere lunghi tratti a piedi.

La verità è che la città ci aveva già regalato abbastanza emozioni e il giorno dopo la sveglia avrebbe suonato all’alba. Così ci siamo lasciati cullare dal viaggio verso la guest house.

Sabato

Il mattino seguente ci siamo svegliati presto, con quell’emozione che si prova quando si sta per partire verso un luogo leggendario. Per esplorare i castelli della Transilvania abbiamo scelto uno dei tanti tour disponibili su GetYourGuide.
Sarebbe stato possibile raggiungerli con altri mezzi, certo, ma con così poco tempo a disposizione abbiamo preferito affidarci a un’organizzazione già rodata.

Se invece hai più tempo a disposizione, consigliamo di noleggiare un’auto: così puoi muoverti liberamente tra i castelli e i paesaggi della Transilvania, fermandoti dove vuoi. Puoi prenotare comodamente tramite il nostro link affiliato a Discover Cars.

Il tour che abbiamo selezionato includeva guida e bus, mentre i biglietti d’ingresso ai castelli andavano acquistati separatamente. Volendo, si possono comprare anche in autonomia, ma il nostro consiglio è di prenderli direttamente tramite il tour: l’affluenza è alta e il rischio di non trovarli soprattutto nei weekend è più reale di quanto sembri.

Il meteo non è stato dei migliori: pioggia fine, nuvole basse, un cielo grigio che sembrava voler raccontare la storia insieme ai castelli. Ma, possiamo dirlo? La Transilvania dà il meglio di sé proprio così, con l’aria fresca che pizzica le guance e i paesaggi che si perdono in una bruma misteriosa. Ogni curva regalava uno scorcio nuovo, di quelli che tolgono il fiato e ti fanno pensare che certe terre nascono già con un’aura di leggenda.

Purtroppo, durante il nostro viaggio a novembre 2025, il Castello di Peleș era chiuso al pubblico per lavori di manutenzione e pulizia (consigliamo di consultare sempre le pagine ufficiali). Così abbiamo dirottato verso il Castello di Pelișor, a circa un’oretta e mezza da Bucarest. Certo, non è imponente come quello che avevamo previsto, ma ha un fascino tutto suo, soprattutto per la storia che custodisce: al suo interno si trova una cassaforte dorata che un tempo conteneva il cuore della regina. Il costo d’ingresso è di 100 LEU (20€) a persona e in circa un’oretta si può visitare comodamente l’intero castello.

Finita la visita, ci siamo fermati per una pausa caffè e, come spesso capita viaggiando, abbiamo scoperto un piccolo tesoro: i dolci in Romania sono davvero spaziali. Un momento perfetto per riprendere fiato e assaporare l’atmosfera del luogo.

Dopo la pausa, siamo risaliti sul bus per dirigerci verso Brașov, una cittadina che sembra uscita da un libro di fiabe: case dai colori vivaci che si rincorrono lungo le stradine e, in centro a tutto, la sua imponente Chiesa Nera, chiamata così a causa di un incendio che ne annerì le pareti. Passeggiare tra queste vie è come camminare in una piccola meraviglia architettonica sospesa tra storia e leggenda.

Prima di avventurarci verso la prossima tappa, ci fermiamo per una pausa veloce da Luca, ormai tappa fissa per chi visita la Romania. Non aspettarti un ristorante chic: è un fast food locale, semplice ma delizioso. Noi abbiamo scelto i loro panini tradizionali, farciti con prosciutto e formaggio, accompagnati da un brezel fragrante. Il tutto per circa 60 LEU (12€), un piccolo piacere per ricaricare le energie prima di immergerci nella leggenda.

E poi eccoci davanti a uno dei simboli più iconici della Transilvania: il Castello di Bran (biglietto 90 LEU ≈ 18,40 €), universalmente conosciuto come “il castello di Dracula”. La sua fama deriva dal romanzo di Bram Stoker, anche se la connessione con il celebre conte vampiro è più letteraria che storica. Bran, infatti, fu una residenza reale e di confine, situata in una posizione strategica tra Transilvania e Valacchia. Tra torri, passaggi segreti, scale ripide e stanze affascinanti, si respira comunque quell’atmosfera gotica che ha ispirato la leggenda.

Visitare il castello sotto un cielo nuvoloso e leggermente piovoso rende l’esperienza ancora più suggestiva, come se la storia stessa respirasse tra le pietre. Il celebre conte Dracula prende il nome dal principe Vlad III di Valacchia, detto “Dracula” perché ritenuto sanguinario nella sua lotta contro l’Impero Ottomano. Alcuni dettagli della sua vita, come l’incoronazione in cui si doveva bere da una coppa di sangue animale come gesto di coraggio, hanno contribuito a creare il mito del vampiro, fonte di ispirazione per Bram Stoker.

Il castello non è enorme, ma ogni stanza racconta una storia. Noi siamo stati fortunati: c’erano ancora le decorazioni di Halloween, che hanno reso la visita ancora più magica e immersiva. Per chi lo desidera, è possibile pagare un supplemento di 25 LEU (5 €) per accedere a stanze speciali, come la stanza delle torture, un’aggiunta che regala un brivido in più all’esperienza.

Il ritorno a Bucarest è stato un viaggio di circa tre ore. Affamati e curiosi, ci dirigiamo verso un altro ristorante che avevamo segnato in agenda.

Secondo noi un degno equivalente di Caru’ cu Bere: Hanul lui Manuc, con le stesse vibes tradizionali ma rivisitate in chiave più moderna. Piatti della cucina locale serviti con cura e impiattati in modo impeccabile, il tutto accompagnato da danze e canti tipici che animano questo storico casale rumeno.

Qui non serve prenotazione: la fila scorre rapidamente, anche se, a onor del vero, l’attesa in Romania è una costante, soprattutto nei weekend. Il nostro consiglio? Armati di pazienza, ma ti assicuriamo che ne vale la pena.

Abbiamo scelto una zuppa ai legumi tipica per iniziare, seguita da un gulash di montone con polenta e coscia di tacchino con patate. Birra fresca e dolci tipici hanno completato il pasto: consigliamo vivamente il loro dessert, che ricorda delle frittelle farcite con marmellata, perfette per chiudere in dolcezza. Il conto è stato di circa 150 LEU (30€) a persona: prezzi turistici, sì, ma la soddisfazione è stata piena, tra sapori autentici e atmosfera unica.

Dopo cena, stanchi ma curiosi, decidiamo di provare la movida di Bucarest. La città ci ha davvero sorpresi: giovane, vivace, con locali per tutti i gusti. Dalle birrerie tranquille ai club dove ballare fino a tardi, l’offerta è sorprendentemente ampia per una capitale che spesso viene sottovalutata. Tra i must, consigliamo di assaggiare il liquore alla ciliegia Piana Vyshnia, che noi avevamo già scoperto in Polonia: dolce, corposo e perfetto per brindare alla serata.

Alla fine, con i piedi stanchi ma il cuore pieno di emozioni, torniamo in camera, chiudendo così una giornata intensa tra storia, sapori e scoperte.

Domenica

Abbiamo dedicato questa giornata alla visita di Bucarest città, tra caffè d’autore, piazze storiche e piccoli tesori nascosti.

Partiamo con la colazione da Origo, uno dei locali più apprezzati dagli amanti dello specialty coffee. Il design è moderno, molto aesthetic, curato in ogni dettaglio, e l’atmosfera ti accoglie in modo elegante senza perdere la leggerezza tipica dei caffè urbani.

Da lì ci dirigiamo verso Piața Universității, cuore simbolico della città e teatro delle proteste del 1989 che portarono alla caduta del regime comunista. Camminando tra le vie circostanti ci fermiamo alla Statue of the Four Professors, dedicata a quattro accademici rumeni, e alla splendida Chiesa di San Nicola Russo, piccola ma piena di icone dorate che brillano al sole filtrante.

In zona Lipscani non possiamo non visitare la Chiesa Stavropoleos, una vera perla dell’architettura ortodossa: minuscola, ma incantevole, con dettagli scolpiti e affreschi che raccontano storie antiche. A pochi passi si trova la famosissima Librăria Cărturești Carusel, un gioiello per chi ama i libri e gli spazi suggestivi: scale a chiocciola, luci calde e scaffali che sembrano infiniti, perfetti per perdersi tra cultura e fotografia.

Ci fermiamo anche per una pausa al Van Gogh Cafe, meta molto amata dai turisti. L’ambiente è curato e i quadri del pittore rendono la sosta piacevole, ma i prezzi sono decisamente alti: quasi 4 euro per un espresso. Noi ci siamo limitati a curiosare, assaporando l’atmosfera senza cedere alla tentazione di un caffè costoso, ma resta comunque una tappa interessante se ami l’arte e i caffè scenografici.

Abbiamo passeggiato lungo Calea Victoriei, il viale più elegante e ricco di storia di Bucarest. Ogni edificio racconta qualcosa: dalla grandezza del passato alla modernità che si mescola con le tracce del Novecento.

Tra le tappe più iconiche incontriamo l’Ateneul Român, emblema neoclassico della città, e la storica Piața Revoluției, dove nel 1989 cadde Ceaușescu. Ci fermiamo un attimo davanti al Memoriale della Rinascita, al Palazzo Reale e all’ex sede del Partito Comunista, respirando la storia di una città che ha saputo rinascere dalle proprie cicatrici. Se hai tempo, vale davvero una visita anche il Museo Nazionale d’Arte della Romania, che custodisce collezioni di pittura bizantina e arte europea in un contesto storico straordinario.

Per il pranzo, optiamo per qualcosa di veloce da Luca, che avevamo già apprezzato il giorno precedente. Questa volta ci lasciamo tentare da un brezel dolce farcito con marmellata di ciliegie, semplice ma incredibilmente gustoso, perfetto per fare il pieno di energia prima di continuare la nostra giornata tra le vie di Bucarest.

Pomeriggio:

Nel primo pomeriggio abbiamo visitato dall’esterno l’imponente Palazzo del Parlamento e la Chiesa della Salvezza, inaugurata il 26 ottobre 2025 e considerata la chiesa ortodossa più grande del mondo per ampiezza. Le sue cupole dorate sono così immense da lasciarti senza parole, e i mosaici interni promettono uno spettacolo altrettanto incredibile.

Dopo, abbiamo preso un Bolt verso il Museo del Villaggio (Muzeul Satului), nel Parco Herăstrău: un museo all’aperto che racconta 400 anni di architettura rurale romena. Il costo è di circa 40 LEU (8€) a persona, e chiude alle 17:00. Visitato in autunno, il museo è davvero suggestivo: le case di legno, i tetti spioventi e i cortili creano un’atmosfera perfetta, quasi da fiaba, che per il periodo di Halloween si presta a vibes quasi misteriose.

Lì vicino si trova anche l’Arco di Trionfo, tappa breve ma suggestiva, ideale per qualche foto e per godersi il contrasto tra storia e natura circostante.

Prima di prendere il volo di ritorno, ci siamo fermati a Biraria, una birreria molto grande costruita sullo spazio di una vecchia fiera. Qui abbiamo stuzzicato qualcosa di veloce: una ciorbă e una zuppa tradizionale ai legumi, accompagnate da birre locali, per circa 50 LEU (10€) a testa. Il locale si trova proprio in riva al vastissimo parco, perfetto per una pausa rilassante prima del trasferimento in aeroporto. Da lì, in circa un quarto d’ora, si arriva comodamente all’aeroporto con un Bolt.

Un weekend che secondo noi merita davvero, soprattutto se visitato in questo periodo dell’anno. La Romania offre castelli di ogni tipo: se hai più tempo a disposizione, potresti dedicarci diversi giorni. Oppure, perché non concederti una giornata nelle terme più grandi d’Europa, che si trovano proprio qui a Bucarest?

Le nostre considerazioni:

Bucarest e la Transilvania ci hanno regalato un weekend intenso, tra storia, leggende e sapori autentici. Ci siamo persi tra strade colorate e vicoli silenziosi, abbiamo ammirato edifici che raccontano secoli di storia e gustato piatti che parlano della tradizione romena. Ogni angolo, ogni dettaglio, sembra voler raccontare qualcosa: una leggenda nascosta, un ricordo del passato o semplicemente la bellezza di vivere il momento.

Se hai pochi giorni, un itinerario come il nostro ti permette di scoprire le principali attrazioni senza fretta, ma con il giusto spirito di curiosità. Se hai più tempo, puoi immergerti ancora di più nei castelli della Romania, passeggiare tra foreste e vallate misteriose, oppure rilassarti nelle terme e concederti il lusso di un’esperienza più lenta, assaporando ogni dettaglio.

La Romania in autunno ha un fascino tutto suo: le giornate corte, le luci morbide, il vento leggero che attraversa le strade lasciano un’impressione indelebile. È un viaggio che rimane nel cuore, perfetto per chi ama la storia, i piccoli piaceri culinari e le atmosfere sospese tra leggenda e realtà.

Insomma, un weekend qui non è mai solo un weekend: è un assaggio di storie, di culture e di paesaggi che ti rimangono dentro, pronti a farti tornare ogni volta che sentirai il bisogno di avventura, scoperta e magia.

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