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Itinerario Cina 15 giorni: Shanghai, Zhangjiajie, Chongqing, Chengdu, Xi’an e Pechino

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17–25 minuti

Se stai cercando un itinerario in Cina di 15 giorni che unisca grandi città, paesaggi iconici, treni ad alta velocità e tappe davvero memorabili, questo è il percorso che abbiamo fatto noi e che rifaremmo ancora.

In poco più di due settimane siamo passati dallo skyline di Shanghai alle montagne di Zhangjiajie, dalla Cina verticale e infuocata di Chongqing al ritmo lento di Chengdu, fino alla storia imperiale di Xi’an e Pechino. È un viaggio intenso, ma lineare, pieno di contrasti e perfetto per chi vuole vedere una Cina più contemporanea del classico itinerario “da prima volta”.

In questa guida trovi il nostro itinerario Cina 15 giorni giorno per giorno, con hotel, spostamenti, errori da evitare, consigli pratici, costi reali dove utili e tutte quelle dritte che ci hanno semplificato davvero il viaggio.

Prima di iniziare, ti consiglio di leggere anche come organizzare un viaggio in Cina, il nostro approfondimento su quando andare in Cina e, se cerchi un percorso più tradizionale, il nostro itinerario classico in Cina.

Itinerario Cina 15 giorni


Prima di partire: cosa sapere davvero

La parte più importante di questo viaggio, prima ancora delle attrazioni, è stata l’organizzazione. La Cina non è difficile come spesso si pensa, ma richiede un minimo di struttura prima di partire. Ci sono tre cose che ci hanno davvero semplificato la vita: prenotare in anticipo i passaggi più delicati, impostare bene le app e tradurre tutto in cinese.

  • Treni: non aspettare l’ultimo minuto. Le tratte più richieste possono esaurirsi rapidamente e conviene tenere monitorata l’apertura delle vendite.
  • Attrazioni da prenotare prima: almeno Tianmen Mountain, Zhangjiajie National Forest Park e tutte le visite a numero chiuso o con slot.
  • Traduzioni: salva in cinese hotel, stazioni, nomi delle attrazioni e spostamenti principali. Mostrare uno screenshot corretto spesso ti risolve tutto in pochi secondi.
  • App davvero utili: Alipay, Didi, Trip.com, traduttore, mappe e screenshot offline.
  • Pagamenti: fai le prove prima di partire, non in aeroporto o alla prima metro.

Noi ci siamo resi conto subito di una cosa: in un viaggio così, il confine tra “tutto fila liscio” e “perdo due ore inutilmente” passa spesso dai dettagli pratici. Prepararsi bene non toglie spontaneità al viaggio, la rende solo molto più semplice da vivere.


Schema rapido dell’itinerario

Giorni
Tappa
Focus
1-4
Shanghai
Skyline, città vecchia, templi, concessione francese
5-6
Zhangjiajie
Tianmen Mountain, Furong, montagne di Avatar
7-8
Chongqing
Hotpot, quartieri verticali, metro dentro i palazzi
9-10
Chengdu
Panda, tea house, ritmo slow del Sichuan
11-12
Xi’an
Via della Seta, mura, Esercito di Terracotta
13-15
Pechino
Hutong, Città Proibita, Tempio del Cielo, Muraglia

Se cerchi un viaggio lineare, scenografico e pieno di contrasti, questo itinerario in Cina di 15 giorni funziona davvero bene. Non è il più rilassato possibile, ma ha una logica chiara e alterna molto bene città enormi, natura e tappe storiche.


Giorni 1-4: Shanghai e volo per Zhangjiajie

Skyline di Shanghai

Giorno 1 – Partenza dall’Italia

Il nostro viaggio inizia da Venezia con Lufthansa, scalo a Francoforte e poi lungo volo verso la Cina. Il prezzo per agosto era buono e questo ci ha convinti subito a prenotare. In tutta sincerità, però, l’esperienza in economy non ci ha entusiasmato: sedili e schermi piuttosto datati, intrattenimento non memorabile e una sensazione generale meno curata rispetto ad altre compagnie che avevamo già provato.

Il consiglio pratico qui è semplice: scarica film, serie o podcast offline, perché sul lungo raggio fanno davvero la differenza. Punto a favore, invece, il cibo, che abbiamo trovato buono, e la disponibilità di snack durante il volo. Anche i tempi di imbarco e partenza ci sono sembrati piuttosto lunghi, quindi se hai altri scali in programma valuta bene i margini.

Giorno 2 – Arrivo a Shanghai, People’s Park e il Bund

Dopo parecchie ore di viaggio arriviamo finalmente a Shanghai Pudong. Una volta recuperati i bagagli, ci dirigiamo verso la parte più pratica della giornata: controlli, impronte digitali e uscita dall’aeroporto. Tutto, alla fine, è filato piuttosto liscio.

Per raggiungere il centro scegliamo la metro Linea 2, usando il QR di Alipay impostato per Shanghai nella sezione trasporti. È stato tutto molto più semplice del previsto. Dalla stazione di People’s Square al nostro hotel avremmo anche potuto camminare, ma eravamo davvero distrutti e quindi prendiamo un Didi, che in Cina diventa presto una delle comodità migliori del viaggio.

Per le prime notti dormiamo al Meta Tree Hotel People’s Square, prenotato su Trip.com. Ottima base per iniziare: struttura nuova, camere pulite, colazione inclusa con cibo locale, lavanderia gratuita, kit da bagno e personale disponibile con traduttore. Una di quelle sistemazioni che, senza essere lussuose, ti fanno partire col piede giusto.

Per pranzo ci fermiamo da Dong Tai Xiang Shanghai Dim Sum, dove iniziamo subito bene: shengjianbao e wonton ordinati con l’aiuto dell’app di traduzione. Nel pomeriggio attraversiamo People’s Park e ci dirigiamo verso il Bund. Il colpo d’occhio sullo skyline ci lascia senza parole. Shanghai è una città che ti prende subito, soprattutto se la vivi al tramonto lungo il fiume Huangpu.

La sera ceniamo allo Shanghai Grandmother Restaurant quasi per caso, ma è una scelta che ci soddisfa. Prima lezione imparata sul posto: in Cina molti ristoranti chiudono prima di quanto immagini, quindi conviene cenare sul presto, soprattutto se non vuoi ritrovarti a decidere tutto all’ultimo.

Giorno 3 – Yu Garden, città vecchia, concessione francese e Pudong

La mattina inizia con un buon ritmo e un obiettivo chiaro: vedere la parte più tradizionale di Shanghai prima dell’arrivo dei grandi gruppi organizzati. Il Yu Garden è bellissimo, ma vale molto di più se lo visiti presto. Tra padiglioni, dettagli architettonici e angoli perfetti per le foto, ci passiamo tutta la mattinata senza fatica.

Restando in zona, visitiamo anche il Tempio degli Dei della Città, molto suggestivo e perfetto per immergersi in una Shanghai più tradizionale. Per pranzo ci spostiamo da Fuchun Xiaolong, in zona concessione francese: ravioli appena fatti, wonton in brodo e uno di quei pranzi semplici ma memorabili.

Il pomeriggio prosegue tra Tianzifang, la French Concession e una passeggiata lenta in una delle zone urbane più piacevoli di Shanghai. Verso sera andiamo a Pudong e scegliamo di salire sulla Jinmao Tower. Da lì, con l’Oriental Pearl davanti agli occhi, Shanghai sembra ancora più irreale.

La sera torniamo nella città vecchia, che illuminata è ancora più bella. Ceniamo in modo più spontaneo, tra baozi, street food e bancarelle. Una di quelle serate che ti fanno capire quanto Shanghai funzioni bene sia nei grandi simboli sia nei piccoli dettagli.

Giorno 4 – Tempio del Buddha di Giada, Longhua Temple e volo per Zhangjiajie

È il giorno del check-out, ma Shanghai riesce ancora a regalarci due tappe molto forti. Iniziamo dal Tempio del Buddha di Giada, dove assistiamo anche a un momento di preghiera dei monaci: un’esperienza semplice, intensa, silenziosa, che contrasta fortissimo con il ritmo della metropoli.

Più tardi raggiungiamo il Longhua Temple, famoso per la sua pagoda e per l’atmosfera raccolta. È un luogo che consigliamo davvero, perché aggiunge una dimensione spirituale al viaggio già dai primi giorni.

Per pranzo ci fermiamo in un centro commerciale vicino alla metro e mangiamo da Kwei Mun Lung, una scoperta casuale ma ottima. Poi torniamo in hotel, recuperiamo i bagagli e ci dirigiamo in aeroporto. Qui il consiglio è netto: calcola tempi larghi. Tra traffico, metro, controlli e cambi di terminal, basta poco per andare in affanno.

La sera voliamo verso Zhangjiajie con China Eastern. Una volta atterrati, prendiamo un Didi e raggiungiamo il Luyao Inn, guest house comodissima per la tappa del giorno seguente.


Giorni 5-6: Tianmen Mountain, Furong e Zhangjiajie National Park

Giorno 5 – Tianmen Mountain e Furong Ancient Town

Partiamo prestissimo perché Tianmen Mountain è una di quelle attrazioni che in alta stagione vanno affrontate con strategia. Il nostro consiglio è semplice: arrivare molto presto. Dopo le prime ore del mattino le code possono diventare davvero enormi e rischiano di mangiarsi la giornata.

Noi scegliamo una soluzione di visita che ci faccia ottimizzare il tempo, perché volevamo vedere il più possibile nello stesso giorno. Già il solo accesso è spettacolare: bus, funivia, scale mobili interne e poi la salita verso la Porta del Paradiso. Fare i famosi 999 scalini è faticoso, ma l’arrivo ripaga tutto. Qui il paesaggio diventa davvero scenografico, e con il meteo giusto l’effetto è incredibile.

Nel pomeriggio non resistiamo e decidiamo di spingerci fino a Furong Ancient Town. Trattiamo una corsa A/R con Didi e ci lanciamo in questa deviazione che, col senno di poi, rifaremmo. Furong è molto visitata e molto scenografica, ma ha davvero un fascino particolare: case tradizionali, stradine illuminate e soprattutto la cascata che attraversa il centro storico. È una tappa che colpisce forte, anche se hai poche ore.

La sera non torniamo a dormire nel centro di Zhangjiajie, ma ci spostiamo direttamente a Wulingyuan, che è molto più comoda per il Parco Nazionale di Zhangjiajie. Qui alloggiamo alla Louzhongxiaoge Inn, una guest house ottima come base per il giorno successivo.

Giorno 6 – Zhangjiajie National Forest Park, dentro le montagne di Avatar

Questa è stata una delle giornate più attese di tutto il viaggio. Partiamo dalla Louzhongxiaoge Inn, facciamo colazione e raggiungiamo a piedi l’ingresso est del parco. Una delle scelte più importanti, qui, è avere già in testa un’idea del percorso, perché il parco è enorme e se entri senza una strategia rischi di perdere tempo prezioso.

Noi iniziamo dal Bailong Elevator, l’ascensore panoramico che ti porta in quota in pochissimo tempo. Da lì ci spostiamo verso Yuanjiajie, la zona più famosa, quella delle montagne che hanno ispirato Avatar. Vederle dal vivo è stranissimo: sembrano quasi sospese, soprattutto quando la luce o la foschia cambiano l’atmosfera.

Uno dei punti più forti della giornata è senza dubbio il First Bridge Under Heaven, un passaggio naturale di roccia che ti fa percepire tutta la verticalità del parco. Più tardi ci spostiamo verso Tianzi Mountain, dove il panorama cambia di nuovo e diventa più vasto, più aperto, quasi infinito.

Per la discesa scegliamo una funivia più breve ma molto scenografica, che chiude benissimo la visita. Tornati a Wulingyuan, ceniamo con cucina locale dello Hunan: sapori decisi, piatti in tegame e quella bellissima sensazione di aver passato un giorno intero in uno dei luoghi più surreali della Cina.


Giorni 7-8: Chongqing, la città verticale

Giorno 7 – Treno per Chongqing e primo impatto con la città

Lasciamo Wulingyuan la mattina presto e raggiungiamo la stazione per prendere il treno verso Chongqing. È uno di quegli spostamenti che ti ricordano quanto la rete ferroviaria cinese possa essere comoda, ma anche quanto sia fondamentale controllare bene stazioni, orari e margini.

Appena arrivati a Chongqing capiamo subito che qui cambia tutto. La città è verticale, stratificata, apparentemente impossibile. Dopo il check-in allo Yangtravel Hotel Jiefangbei, usciamo per un primo giro e ci ritroviamo immersi in grattacieli, strade sovrapposte, maxi schermi e un’energia urbana fortissima.

La sera facciamo una delle cose che aspettavamo di più: il nostro primo vero hotpot di Chongqing. È un’esperienza fortissima, conviviale e molto più intensa del classico “andiamo a cena”. Se ami il piccante, qui entri davvero in un altro livello. Se non lo ami, preparati comunque a provarlo almeno una volta, perché fa parte del viaggio quasi quanto le attrazioni.

Giorno 8 – Liziba, E’ling Park, Shiba Ti e Chongqing 3D

La seconda giornata a Chongqing è una delle più divertenti da raccontare. Iniziamo da Liziba Station, la fermata della metropolitana dove il treno passa letteralmente dentro un palazzo. È uno di quei posti che hai visto mille volte online, ma dal vivo funziona ancora meglio perché ti rendi davvero conto della follia urbanistica di Chongqing.

Da lì ci spostiamo a E’ling Park, molto più tranquillo, perfetto per rallentare un attimo e vedere la città dall’alto. Qui capisci davvero come Chongqing sia sospesa tra fiumi, dislivelli, ponti e strati urbani sovrapposti.

Nel pomeriggio andiamo verso Shiba Ti, il quartiere delle “diciotto scale”, oggi più turistico e restaurato di un tempo ma comunque pieno di fascino. Qui l’effetto “città 3D” raggiunge forse il suo massimo: piazze che sembrano a livello strada e poi scopri che sono sospese sopra altri edifici, scale che collegano mondi diversi, visuali che ti confondono continuamente.

La sera puoi scegliere se puntare su Hongyadong, super scenografica ma spesso affollatissima, oppure su night market e zone più locali come Jiefangbei e dintorni. In ogni caso, Chongqing resta una delle città più folli e memorabili di tutto l’itinerario.


Giorni 9-10: Chengdu tra panda e case da tè

Giorno 9 – Arrivo a Chengdu e primo incontro con il Sichuan più slow

Dopo il caos affascinante di Chongqing, Chengdu ci accoglie con un ritmo completamente diverso. Arriviamo in treno e raggiungiamo il nostro hotel in zona Chunxi Road / Taikoo Li, comodissimo per muoverci nei due giorni successivi.

Il pomeriggio lo dedichiamo al People’s Park, che secondo noi è uno dei posti migliori per capire davvero l’anima della città. Qui la gente beve tè, gioca, chiacchiera, si ferma, vive il parco come fosse una seconda casa. Ci sediamo anche noi nella storica Heming Teahouse, una tappa che consigliamo tantissimo perché ti fa respirare una Cina molto diversa da quella delle grandi metropoli futuristiche.

La sera ceniamo da Zhong Dumplings, un classico locale. I ravioli qui sono molto diversi da quelli del nord: più conditi, più ricchi, più caratteristici. Chengdu, già dal primo giorno, ci dà la sensazione di essere una città in cui si vive meglio, o quantomeno più lentamente.

Giorno 10 – Panda Base e pomeriggio tra Chunxi Road e Taikoo Li

La mattina suona la sveglia presto, perché i panda vanno visti prima che il caldo li spinga a rifugiarsi nelle zone climatizzate. Arrivare al Chengdu Research Base of Giant Panda Breeding di buon’ora è stata una scelta giustissima: li abbiamo visti attivi, intenti a mangiare, arrampicarsi e comportarsi esattamente come ti immagini quando pensi ai panda.

La base è grande e richiede tempo, quindi non vale la pena trattarla come una visita rapida. Se ami gli animali e vuoi davvero godertela, considera una buona mezza giornata. I cuccioli sono ovviamente la parte più tenera, ma anche i panda adulti hanno un fascino incredibile da vedere dal vivo.

Nel pomeriggio rientriamo in città e ci prendiamo un ritmo più urbano, passeggiando tra Chunxi Road e Taikoo Li. È una giornata più morbida, necessaria per rifiatare un po’, fare shopping, mangiare qualcosa senza orari stretti e prepararci alla tappa successiva.


Giorni 11-12: Xi’an e l’Esercito di Terracotta

Esercito di Terracotta a Xi’an

Giorno 11 – Treno per Xi’an, mura e quartiere musulmano

Lasciamo Chengdu e raggiungiamo Xi’an in treno. Anche qui il cambio di atmosfera si sente subito. Xi’an ha un’identità forte, storica, più asciutta anche a livello visivo. È una tappa che profuma di antiche rotte commerciali, di impero, di Cina interna.

Dopo il check-in iniziamo a muoverci nel centro storico. Il primo vero contatto è con le mura di Xi’an, che bastano da sole a definire il carattere della città. Più tardi ci dirigiamo nel Quartiere Musulmano, una zona piena di vita, street food, spezie e atmosfera. Qui il viaggio cambia ancora una volta sapore, letteralmente.

Giorno 12 – Esercito di Terracotta e ultima sera a Xi’an

È uno dei giorni più attesi dell’intero itinerario. L’Esercito di Terracotta si trova fuori Xi’an, quindi il consiglio è organizzarsi bene e partire con margine. Una volta arrivati, però, l’impatto è fortissimo. La prima grande fossa toglie davvero il fiato: non tanto per una questione “da foto”, ma per la scala del luogo e per la sensazione di trovarsi davanti a qualcosa di storicamente enorme.

La visita richiede tempo e un po’ di energie, ma vale assolutamente la pena. Nel pomeriggio rientriamo in città e, se hai ancora forze, puoi inserire una tappa come la Pagoda della Grande Oca Selvatica oppure semplicemente goderti l’ultima serata con più calma.

Per cena, secondo noi, qui ha senso cercare un piatto molto locale come i Biang Biang Mian, i famosi noodles larghi dello Shaanxi. È uno di quei sapori che aiutano a fissare meglio il ricordo della tappa.


Giorni 13-15: Pechino, città imperiale e Grande Muraglia

Pechino durante un itinerario di 15 giorni in Cina

Giorno 13 – Arrivo a Pechino e primo contatto con gli hutong

Arriviamo a Pechino e qui il viaggio entra nella sua parte più simbolica. Dopo il check-in in zona Dongzhimen, usciamo per un primo giro tra hutong e quartieri più vivi. Se hai ancora energie, una delle zone più belle per entrare gradualmente nell’atmosfera della capitale è quella tra Nanluoguxiang e Houhai, perfetta per una prima sera senza strafare ma già molto suggestiva.

Giorno 14 – Città Proibita, asse imperiale e anatra laccata

Questa è la giornata da dedicare al cuore imperiale di Pechino. La mattina va riservata alla Città Proibita, che secondo noi richiede tempo, pazienza e una visita non troppo compressa. Dopo, se vuoi rimettere in ordine visivamente tutto quello che hai visto, salire a Jingshan Park è una delle cose più intelligenti da fare.

Nel pomeriggio puoi decidere quanto aggiungere. In un itinerario di questo tipo, noi inseriremmo il Tempio del Cielo se le energie ci sono ancora. In alternativa, va benissimo anche alleggerire un po’ la giornata e vivere Pechino con più respiro, senza trasformarla in una corsa continua tra monumenti.

La sera, però, una cosa la faremmo comunque: una cena con la vera anatra laccata alla pechinese. È uno di quei rituali gastronomici che completano perfettamente la città.

Giorno 15 – Grande Muraglia, sezione Mutianyu

L’ultimo grande simbolo del viaggio è la Grande Muraglia. Tra le varie sezioni, Mutianyu resta una delle migliori per chi vuole una visita scenografica, bella da vivere e relativamente semplice da gestire. È molto famosa, ma resta una scelta ottima perché bilancia bene accessibilità, panorama e qualità dell’esperienza.

Il consiglio è partire presto e non trattare la Muraglia come una tappa da fare “veloce”. Camminare tra le torri, fermarsi a guardare il paesaggio, godersi l’ampiezza del luogo fa parte dell’esperienza. Se scegli una soluzione con funivia o slittino, la visita diventa anche più fluida e divertente.

Chiudere il viaggio qui ha senso per un motivo semplice: dopo città futuristiche, parchi surreali, panda e street food, la Muraglia rimette tutto dentro il grande immaginario della Cina che avevamo in testa prima di partire. Ed è un finale perfetto.

Città Proibita a Pechino

Consigli pratici per organizzare questo itinerario

  • Non comprimere troppo Pechino: è la tappa che chiude meglio il viaggio e merita spazio.
  • Zhangjiajie richiede strategia: sveglia presto, percorso già deciso e attenzione alla logistica tra centro, Wulingyuan e attrazioni.
  • Controlla sempre le stazioni: Chongqing, Chengdu, Xi’an e Pechino hanno più stazioni principali e sbagliare quella giusta può complicarti parecchio il viaggio.
  • Didi aiuta tantissimo: non sostituisce la metro, ma in molte tratte urbane o con bagagli è semplicemente la soluzione più comoda.
  • Traduci tutto: hotel, attrazioni, stazioni e spostamenti principali vanno salvati anche in cinese.
  • Attenzione al caldo: tra Shanghai, Chongqing e Chengdu, in estate, può essere molto pesante.
  • Ristoranti: in molte città conviene non aspettare troppo la sera, perché alcune cucine chiudono prima del previsto.

Se c’è una cosa che questo itinerario in Cina di 15 giorni ci ha insegnato è che il Paese premia chi parte organizzato, ma sorprende ancora di più quando, dentro quella struttura, lasci spazio anche all’imprevisto.


Dove abbiamo dormito

  • Shanghai: Meta Tree Hotel People’s Square
  • Zhangjiajie città: Luyao Inn (zona Tianmen Mountain Cableway)
  • Wulingyuan: Louzhongxiaoge Inn
  • Chongqing: Yangtravel Hotel Jiefangbei
  • Chengdu: Howdy Smart Hotel, Chunxi Taikoo Li
  • Xi’an: Ibis Hotel, Second Ring South
  • Pechino: Jingli Hongyizhan Hotel (Dongzhimen)

Nel complesso abbiamo alternato hotel moderni in città e guest house molto semplici ma strategiche. La logistica, in un itinerario come questo, conta spesso più del livello “luxury” della struttura.


Quanto costa un itinerario in Cina di 15 giorni

Street food in Cina

Il budget dipende molto da stagione, voli internazionali, anticipo nelle prenotazioni e standard degli hotel. Nel nostro caso abbiamo alternato strutture economiche, treni veloci, un volo interno e molti spostamenti in Didi, cercando sempre un equilibrio tra comodità e risparmio.

  • Hotel: da circa 15 a 60 euro a notte a seconda della tappa.
  • Treni ad alta velocità: incidono sul budget, ma fanno risparmiare tantissimo tempo.
  • Volo interno: utile per ottimizzare la tratta Shanghai → Zhangjiajie.
  • Cibo: si può mangiare benissimo spendendo poco, ma è facile concedersi anche ristoranti più curati.
  • Didi e metro: in generale, ottimo rapporto qualità-prezzo.

In sintesi: non è il viaggio più low cost dell’Asia, ma se lo organizzi bene il rapporto tra spesa e intensità dell’esperienza resta altissimo.


FAQ – Itinerario Cina 15 giorni

Quindici giorni bastano per un viaggio così in Cina?

Sì, se costruisci bene gli spostamenti e scegli un itinerario lineare. È un viaggio intenso, ma molto fattibile, soprattutto se alterni treni veloci e almeno un volo interno.

È un itinerario adatto a una prima volta in Cina?

Sì, ma è meno classico del solito. Se vuoi una Cina più dinamica, contemporanea e molto varia, questo percorso funziona benissimo anche come primo viaggio.

Quanto prima conviene prenotare treni e attrazioni?

Meglio muoversi con anticipo, soprattutto in alta stagione. Treni, Tianmen Mountain, Zhangjiajie e attrazioni molto richieste vanno monitorati prima possibile.

Si riesce a viaggiare bene in Cina senza parlare cinese?

Sì, ma prepararsi aiuta moltissimo. Avere screenshot, traduzioni degli indirizzi e un minimo di organizzazione digitale fa davvero la differenza.

Didi è davvero utile durante il viaggio?

Assolutamente sì. Non sostituisce metro e treni, ma in molte tratte urbane o con bagagli diventa la soluzione più comoda di tutto il viaggio.

Zhangjiajie merita davvero?

Sì, senza dubbio. Tra Tianmen Mountain e il Parco Nazionale di Zhangjiajie è una delle tappe più spettacolari di tutto il viaggio, ma va organizzata bene perché la logistica è meno immediata rispetto ad altre città cinesi.

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